Premettendo che non condivido per nulla il significato del 25 aprile e che non credo nel modo più assoluto di aver qualcosa per cui ringraziare il Movimento di Liberazione Nazionale, voglio esprimere il mio rammarico per la bagarre mediatica che si scatena ogni anno sulle cerimonie dedicate a questa festività nella nostra amata Capitale.
Anche quest'anno - come del resto l'anno scorso - la signora Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, ha voluto polemizzare sulla partecipazione di persone a lei invise alle Celebrazioni nazionali per la Festa della Liberazione in quel di Roma.
A seguito vi riporto il Comunicato Stampa integrale che ho rinvenuto sul sito web ufficiale della Comunità Ebraica di Roma.
"La Comunità Ebraica di Roma comunica che per il 25 aprile si recherà alle ore 9.30 alle Fosse Ardeatine e successivamente alle ore 10.00 a Via Tasso per un momento pubblico di raccoglimento per ricordare la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.
L’Anpi, nonostante gli accordi, non ha voluto prendere una posizione ufficiale e definitiva in merito a presenze organizzate di associazioni palestinesi e filopalestinesi con simboli estranei allo spirito del 25 aprile. Non basta una nota ambigua in cui si invitano tutti a partecipare, perché in questa giornata bisogna portare rispetto alla Storia e ai suoi protagonisti. L’equidistanza tra i simboli di chi combatteva con i nazisti e quelli della Brigata Ebraica è inaccettabile e antistorica e se l’Anpi non ha la forza e la volontà di delegittimare la presenza di questi gruppi viene meno il senso di una manifestazione unitaria.
Siamo grati alla Sindaca di Roma Virginia Raggi per l’impegno profuso in questi mesi nel tentativo di favorire un corteo unitario in occasione di questa Festa e ci rammarichiamo che, nonostante l’impegno dell’amministrazione, non sia stato possibile tornare a corteo unitario, ma purtroppo non ci sono le condizioni.
Lo comunica in una nota l’ufficio stampa della Comunità Ebraica". (Sito web ufficiale della Comunità Ebraica di Roma)
L'ho letto e riletto una decina di volte e mi chiedo per quale motivo l'Italia tutta e i maggiori telegiornali nazionali abbiano dato tanto risalto al fatto che la Brigata Ebraica abbia deciso di staccarsi dal corteo romano.
Il 25 aprile - per quanto io non lo celebri e non lo riconosca - è un giorno in cui tutti gli italiani ricordano ciò che è avvenuto dopo la caduta del regime di Benito Mussolini. Non trovo corretto che tutte le festività, le commemorazioni e le celebrazioni militari debbano essere monopolizzate dalle comunità ebraiche che - ci tengo a ricordarlo - sono davvero esigue nel nostro Paese.
Gli uomini e le donne di Fede Giudaica hanno già la Giornata della Memoria e la Giornata Europea della Cultura Ebraica. Il Presidente della Repubblica Italiana, il Consiglio dei Ministri, la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, le Regioni, le Provincie e i Comuni trattano con rispetto ed estrema premura i Cittadini Italiani di Credo Ebraico e lo fanno sempre, da anni, con responsabilità.
Le questioni che ci sono fra Israele (stato creato a tavolino da Stati Uniti d'America e Regno Unito) e la Palestina non possono e non devono vincolare le iniziative dell'Italia. Se le associazioni filopalestinesi desiderano sfilare pacificamente ed educatamente nei cortei riguardanti la vita del nostro Paese non vedo cosa ci sia di male.
L'Italia è di tutti gli Italiani; siano essi filopalestinesi, filoamericani, filoungheresi o chissà che altro. Nel momento in cui si attuano comportamenti democratici, rispettosi e coerenti con la Costituzione della Repubblica Italiana sono tutti ben accetti e meritevoli di partecipare ai momenti della storia nazionale.
La Comunità Ebraica non può permettersi di emarginare chi non la pensa come lei! L'Italia non può e non deve permettere che delle associazioni private dettino l'agenda del Governo o la lista di chi può partecipare a questo o quell'evento.
Gli Italiani sono tutti uguali! Non importa se sono di destra, di sinistra, ebrei, cattolici, protestanti, ortodossi... sono tutti Italiani e tutti hanno diritto di partecipare alla vita democratica del Paese.
di Elia Rovera
Sei un blogger se...
...osservi il mondo con occhi attenti e hai il coraggio di stupirti come se fosse la prima volta.
Cosa pensa il Vaticano dell'Omosessualità?
Qualche giorno fa un giovane mi ha chiesto quale sia la posizione della Chiesa Cattolica verso quelle realtà che si dicono cattoliche ma al contempo sono favorevoli alle relazioni omosessuali. Gli ho detto a grandi linee quello che ricordavo ma gli ho promesso che avrei cercato il testo ufficiale che redasse nientemeno che Benedetto XVI quando era ancora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (ossia il Sant'Uffizio).
"Oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all'interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata, e a legittimare gli atti omosessuali. Quelli che, all'interno della comunità di fede, spingono in questa direzione, hanno sovente stretti legami con coloro che agiscono al di fuori di essa. Ora questi gruppi esterni sono mossi da una visione opposta alla verità sulla persona umana, che ci è stata pienamente rivelata nel mistero di Cristo. Essi manifestano, anche se non in modo del tutto cosciente, un'ideologia materialistica, che nega la natura trascendente della persona umana, così come la vocazione soprannaturale di ogni individuo.
I ministri della Chiesa devono far in modo che le persone omosessuali affidate alle loro cure non siano fuorviate da queste opinioni, così profondamente opposte all'insegnamento della Chiesa. Tuttavia il rischio è grande e ci sono molti che cercano di creare confusione nei riguardi della posizione della Chiesa e di sfruttare questa confusione per i loro scopi.
Anche all'interno della Chiesa si è formata una tendenza, costituita da gruppi di pressione con diversi nomi e diversa ampiezza, che tenta di accreditarsi quale rappresentante di tutte le persone omosessuali che sono cattoliche. Di fatto i suoi seguaci sono per lo più persone che o ignorano l'insegnamento della Chiesa o cercano in qualche modo di sovvertirlo. Si tenta di raccogliere sotto l'egida del Cattolicesimo persone omosessuali che non hanno alcuna intenzione di abbandonare il loro comportamento omosessuale. Una delle tattiche usate è quella di affermare, con toni di protesta, che qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali, delle loro attività e del loro stile di vita, è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione.
È pertanto in atto in alcune nazioni un vero e proprio tentativo di manipolare la Chiesa conquistandosi il sostegno, spesso in buona fede, dei suoi pastori, nello sforzo volto a cambiare le norme della legislazione civile. Il fine di tale azione è conformare questa legislazione alla concezione propria di questi gruppi di pressione, secondo cui l'omosessualità è almeno una realtà perfettamente innocua, se non totalmente buona. Benché la pratica dell'omosessualità stia minacciando seriamente la vita e il benessere di un gran numero di persone, i fautori di questa tendenza non desistono dalla loro azione e rifiutano di prendere in considerazione le proporzioni del rischio, che vi è implicato.
La Chiesa non può non preoccuparsi di tutto questo e pertanto mantiene ferma la sua chiara posizione al riguardo, che non può essere modificata sotto la pressione della legislazione civile o della moda del momento. Essa si preoccupa sinceramente anche dei molti che non si sentono rappresentati dai movimenti pro-omosessuali, e di quelli che potrebbero essere tentati di credere alla loro ingannevole propaganda. Essa è consapevole che l'opinione, secondo la quale l'attività omosessuale sarebbe equivalente, o almeno altrettanto accettabile, quanto l'espressione sessuale dell'amore coniugale, ha un'incidenza diretta sulla concezione che la società ha della natura e dei diritti della famiglia, e li mette seriamente in pericolo". (Congregazione per la Dottrina della Fede, "Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali", Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, 1° ottobre 1986, Joseph Card. Ratzinger, Prefetto)
Questa lettera è stata redatta nel 1986 ma, ahimé, nel 2018 ci sono ancora moltissime persone che provano a smentire il pensiero della Chiesa e cercano di manipolarlo a loro uso e consumo.
La Chiesa Cattolica - come peraltro dice chiaramente il documento - non ha nulla contro le persone omosessuali ma, per coerenza verso la Sacra Scrittura, non può accettare le pratiche sessuali che costoro praticano.
Chi prova a dire che la Chiesa Cattolica fa discriminazione lo fa per mettere zizzania e distorcere la verità. La Bibbia è una e su questa si fonda tutto il Magistero di Santa Romana Chiesa. Chi non vuole seguire ed accettare ciò che il Vaticano insegna è libero ma non pensi di potersi dichiarare Cattolico.
Ho molti amici che sono Protestanti, Anglicani, Ortodossi o anche Atei e, molto spesso, non collimano con le idee della Santa Sede. Con loro non c'è mai stato bisogno di discutere perché non accettano gli insegnamenti della Chiesa Cattolica ma non sono Cattolici.
Come si può definire Cattolico, però, chi supporta l'aborto, sostiene l'eutanasia o plaude alle unioni civili? La domanda, naturalmente, è retorica. Chi approva e sostiene tali pratiche non è e non può definirsi Cattolico!
Ringrazio il giovane che mi ha dato l'occasione di trattare questo argomento e mi rendo disponibile a parlare ancora di tematiche legate alla storia e alla dottrina della Chiesa Cattolica. Grazie anche a tutti voi che, con grande affetto, seguite numerosi questo blog.
di Elia Rovera
"Oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all'interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata, e a legittimare gli atti omosessuali. Quelli che, all'interno della comunità di fede, spingono in questa direzione, hanno sovente stretti legami con coloro che agiscono al di fuori di essa. Ora questi gruppi esterni sono mossi da una visione opposta alla verità sulla persona umana, che ci è stata pienamente rivelata nel mistero di Cristo. Essi manifestano, anche se non in modo del tutto cosciente, un'ideologia materialistica, che nega la natura trascendente della persona umana, così come la vocazione soprannaturale di ogni individuo.
I ministri della Chiesa devono far in modo che le persone omosessuali affidate alle loro cure non siano fuorviate da queste opinioni, così profondamente opposte all'insegnamento della Chiesa. Tuttavia il rischio è grande e ci sono molti che cercano di creare confusione nei riguardi della posizione della Chiesa e di sfruttare questa confusione per i loro scopi.
Anche all'interno della Chiesa si è formata una tendenza, costituita da gruppi di pressione con diversi nomi e diversa ampiezza, che tenta di accreditarsi quale rappresentante di tutte le persone omosessuali che sono cattoliche. Di fatto i suoi seguaci sono per lo più persone che o ignorano l'insegnamento della Chiesa o cercano in qualche modo di sovvertirlo. Si tenta di raccogliere sotto l'egida del Cattolicesimo persone omosessuali che non hanno alcuna intenzione di abbandonare il loro comportamento omosessuale. Una delle tattiche usate è quella di affermare, con toni di protesta, che qualsiasi critica o riserva nei confronti delle persone omosessuali, delle loro attività e del loro stile di vita, è semplicemente una forma di ingiusta discriminazione.
È pertanto in atto in alcune nazioni un vero e proprio tentativo di manipolare la Chiesa conquistandosi il sostegno, spesso in buona fede, dei suoi pastori, nello sforzo volto a cambiare le norme della legislazione civile. Il fine di tale azione è conformare questa legislazione alla concezione propria di questi gruppi di pressione, secondo cui l'omosessualità è almeno una realtà perfettamente innocua, se non totalmente buona. Benché la pratica dell'omosessualità stia minacciando seriamente la vita e il benessere di un gran numero di persone, i fautori di questa tendenza non desistono dalla loro azione e rifiutano di prendere in considerazione le proporzioni del rischio, che vi è implicato.
La Chiesa non può non preoccuparsi di tutto questo e pertanto mantiene ferma la sua chiara posizione al riguardo, che non può essere modificata sotto la pressione della legislazione civile o della moda del momento. Essa si preoccupa sinceramente anche dei molti che non si sentono rappresentati dai movimenti pro-omosessuali, e di quelli che potrebbero essere tentati di credere alla loro ingannevole propaganda. Essa è consapevole che l'opinione, secondo la quale l'attività omosessuale sarebbe equivalente, o almeno altrettanto accettabile, quanto l'espressione sessuale dell'amore coniugale, ha un'incidenza diretta sulla concezione che la società ha della natura e dei diritti della famiglia, e li mette seriamente in pericolo". (Congregazione per la Dottrina della Fede, "Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali", Roma, dalla Sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, 1° ottobre 1986, Joseph Card. Ratzinger, Prefetto)
Questa lettera è stata redatta nel 1986 ma, ahimé, nel 2018 ci sono ancora moltissime persone che provano a smentire il pensiero della Chiesa e cercano di manipolarlo a loro uso e consumo.
La Chiesa Cattolica - come peraltro dice chiaramente il documento - non ha nulla contro le persone omosessuali ma, per coerenza verso la Sacra Scrittura, non può accettare le pratiche sessuali che costoro praticano.
Chi prova a dire che la Chiesa Cattolica fa discriminazione lo fa per mettere zizzania e distorcere la verità. La Bibbia è una e su questa si fonda tutto il Magistero di Santa Romana Chiesa. Chi non vuole seguire ed accettare ciò che il Vaticano insegna è libero ma non pensi di potersi dichiarare Cattolico.
Ho molti amici che sono Protestanti, Anglicani, Ortodossi o anche Atei e, molto spesso, non collimano con le idee della Santa Sede. Con loro non c'è mai stato bisogno di discutere perché non accettano gli insegnamenti della Chiesa Cattolica ma non sono Cattolici.
Come si può definire Cattolico, però, chi supporta l'aborto, sostiene l'eutanasia o plaude alle unioni civili? La domanda, naturalmente, è retorica. Chi approva e sostiene tali pratiche non è e non può definirsi Cattolico!
Ringrazio il giovane che mi ha dato l'occasione di trattare questo argomento e mi rendo disponibile a parlare ancora di tematiche legate alla storia e alla dottrina della Chiesa Cattolica. Grazie anche a tutti voi che, con grande affetto, seguite numerosi questo blog.
di Elia Rovera
Il fitwalking come mezzo per dimagrire
Nel 2011 pesavo 140,800kg. Le mie articolazioni erano affaticate, il mio cuore si stancava per poco, il fiato era corto... insomma, avevo ventiquattro anni ma pareva ne avessi sessanta.
Sono andato dal mio medico di famiglia che, anziché aiutarmi e consigliarmi, ha cercato di spedirmi al Centro dei Disturbi Alimentari della mia città. Rischiavo di finire nelle mani di psicologi e psichiatri!
Come molti di voi sanno la causa di tutti i miei malesseri era ed è legata ad una patologia tiroidea che mi accompagnerà sino a quando il Signore non mi richiamerà a sé.
Ma torniamo a noi...
Ero in grave stato di obesità e dovevo fare qualcosa per perdere peso e riprendere una vita pressoché normale. Ma come fare? La palestra costa, il nuoto manco a parlarne, il calcio non fa per me, ... che attività fisica praticare allora?
La corsa è uno sport a costo zero ma quando si hanno molti chili di troppo è pericolosa perché mette sotto sforzo il cuore e tutto il sistema cardiocircolatorio ma un'alternativa c'è: il fitwalking o - per dirla all'italiana - la camminata veloce.
Per iniziare una trasformazione fisica ma soprattutto dello stile di vita ho iniziato con un nuovo stile alimentare corretto ed equilibrato. Ho ridotto le porzioni di ciò che ero solito mangiare e ho eliminato alcuni cibi "spazzatura" che anziché sfamare riempiono solo di grassi e conservanti. A questo, poi, ho affiancato delle passeggiate a passo lento che allungavo di alcuni minuti ogni settimana.
Non ci crederete ma ho iniziato a perdere alcuni etti e mi sono persuaso che avrei potuto migliorare e perdere altro peso. Mi sono scaricato una semplice applicazione sullo smartphone e ho iniziato a tenere traccia dei miei percorsi, dei tempi e delle calorie bruciate di volta in volta.
La camminata è l'esercizio motorio più completo che unisce il movimento delle gambe a quello delle braccia, dell'addome, dei glutei e della schiena. Quando camminiamo, anche se non ce ne rendiamo conto, muoviamo tutti i muscoli del corpo mettendo così in moto il sistema cardiocircolatorio e dando una "sveglia" al metabolismo.
Dico io queste cose? No! Le dice Maurizio Damilano, medaglia d'oro nella 20 chilometri di marcia alle Olimpiadi del 1980. Quando un giornalista americano gli ha domandato perché avesse dato vita al fitwalking lui ha risposto: "Fare fitwalking significa rendere un gesto naturale come il cammino efficace ed efficiente".
Qualcuno, ora, potrebbe domandarmi se le parole di Damilano hanno un fondo scientifico. Bene, la risposta è "sì, assolutamente sì". A Saluzzo, qui in Provincia di Cuneo, il grande Damilano ha dato vita alla Scuola del Cammino dove insegna personalmente come fare della camminata un vero e proprio sport.
Ma cosa cambia da una normale camminata al fitwalking? Innanzitutto per praticare la camminata veloce bisogna prestare molta attenzione a come si appoggia il tallone. Fatto questo bisogna usare il piede come fosse un timbro facendo passare la spinta dal tallone alla punta dell'alluce. Tutto questo accompagnando la deambulazione con l'oscillazione delle braccia. Una realtà semplice ma molto importante.
Utilizzando questo metodo di cammino si può arrivare persino a raggiungere una velocità di 8km/h!
Inoltre, cosa non trascurabile, è uno sport adatto a tutti, senza controindicazioni e senza appesantimenti per il cuore.
Avendo provato personalmente questo metodo posso dirvi che migliora l'umore, sfoga i nervi, aiuta a smaltire lo stress e fa bene per un dimagrimento lento ma progressivo. Non ci credete? Bene. Vi racconto qualcosa che mi riguarda personalmente.
Da quando ho iniziato a praticare il fitwalking ho perso il fiatone nel fare le scale, ho acquisito forza muscolare nei polpacci, ho iniziato a praticare mountain bike in modo serio e costante, e, udite udite, ho iniziato a correre. Esatto, avete capito bene, dal fitwalking sono passato alla corsa.
Le gambe sono più forti, i muscoli rispondono in modo più immediato agli stimoli, il fiato è sempre meno corto, ... insomma, sono diventato un'altra persona.
Chi mi conosce da anni mi dice che mi trova meglio, più positivo e, soprattutto, più magro. Devo dire che è tutto vero. Quando ho deciso di iniziare il percorso salutare verso il dimagrimento ho preso in mano lo smartphone, sono andato sull'App Store, ho scaricato l'applicazione Strava e ho iniziato a camminare. Prima 15 minuti, poi 20, poi 30, poi 45 ed ora riesco a camminare anche 1 ora e mezza!
Per ottenere risultati visibili e significativi, comunque, posso dirvi che sono sufficienti 60 minuti al giorno (smezzabili anche in due sessioni da 30 minuti ciascuna) ad una velocità di marcia di circa 6km/h.
Non si riesce a mantenere i 6km/h durante il percorso? Nessun problema. Si allunga il percorso e si aumentano i minuti di attività. In questo modo, anche se non si ha una velocità congeniale, si compensa con un maggior chilometraggio e un maggior impiego temporale. L'attività fisica non dev'essere una costrizione ma un piacere che ci fa star bene!
Perché ho voluto scrivere questo post e dirvi queste cose? Perché io ne ho tratto beneficio e, ad oggi, ho perso 34,7 kg!
Non sono ancora arrivato. Il mio obiettivo è ancora distante. Devo ancora lavorare molto su me stesso ma, con orgoglio, posso dire di esser riuscito a fare molta strada e di aver ottenuto molti ed importanti risultati. Come ho fatto? Ho camminato!
Se hai trovato interessante questo scritto o se vuoi approfondire ulteriormente il tema del benessere personale non smettere di seguire questo Blog. Scriverò altre piccole briciole di esperienza personale ma, soprattutto, darò la parola ad esperti e consulenti del settore. Non perdere questa opportunità!
di Elia Rovera
Sono andato dal mio medico di famiglia che, anziché aiutarmi e consigliarmi, ha cercato di spedirmi al Centro dei Disturbi Alimentari della mia città. Rischiavo di finire nelle mani di psicologi e psichiatri!
Come molti di voi sanno la causa di tutti i miei malesseri era ed è legata ad una patologia tiroidea che mi accompagnerà sino a quando il Signore non mi richiamerà a sé.
Ma torniamo a noi...
Ero in grave stato di obesità e dovevo fare qualcosa per perdere peso e riprendere una vita pressoché normale. Ma come fare? La palestra costa, il nuoto manco a parlarne, il calcio non fa per me, ... che attività fisica praticare allora?
La corsa è uno sport a costo zero ma quando si hanno molti chili di troppo è pericolosa perché mette sotto sforzo il cuore e tutto il sistema cardiocircolatorio ma un'alternativa c'è: il fitwalking o - per dirla all'italiana - la camminata veloce.
Per iniziare una trasformazione fisica ma soprattutto dello stile di vita ho iniziato con un nuovo stile alimentare corretto ed equilibrato. Ho ridotto le porzioni di ciò che ero solito mangiare e ho eliminato alcuni cibi "spazzatura" che anziché sfamare riempiono solo di grassi e conservanti. A questo, poi, ho affiancato delle passeggiate a passo lento che allungavo di alcuni minuti ogni settimana.
Non ci crederete ma ho iniziato a perdere alcuni etti e mi sono persuaso che avrei potuto migliorare e perdere altro peso. Mi sono scaricato una semplice applicazione sullo smartphone e ho iniziato a tenere traccia dei miei percorsi, dei tempi e delle calorie bruciate di volta in volta.
La camminata è l'esercizio motorio più completo che unisce il movimento delle gambe a quello delle braccia, dell'addome, dei glutei e della schiena. Quando camminiamo, anche se non ce ne rendiamo conto, muoviamo tutti i muscoli del corpo mettendo così in moto il sistema cardiocircolatorio e dando una "sveglia" al metabolismo.
Dico io queste cose? No! Le dice Maurizio Damilano, medaglia d'oro nella 20 chilometri di marcia alle Olimpiadi del 1980. Quando un giornalista americano gli ha domandato perché avesse dato vita al fitwalking lui ha risposto: "Fare fitwalking significa rendere un gesto naturale come il cammino efficace ed efficiente".
Qualcuno, ora, potrebbe domandarmi se le parole di Damilano hanno un fondo scientifico. Bene, la risposta è "sì, assolutamente sì". A Saluzzo, qui in Provincia di Cuneo, il grande Damilano ha dato vita alla Scuola del Cammino dove insegna personalmente come fare della camminata un vero e proprio sport.
Ma cosa cambia da una normale camminata al fitwalking? Innanzitutto per praticare la camminata veloce bisogna prestare molta attenzione a come si appoggia il tallone. Fatto questo bisogna usare il piede come fosse un timbro facendo passare la spinta dal tallone alla punta dell'alluce. Tutto questo accompagnando la deambulazione con l'oscillazione delle braccia. Una realtà semplice ma molto importante.
Utilizzando questo metodo di cammino si può arrivare persino a raggiungere una velocità di 8km/h!
Inoltre, cosa non trascurabile, è uno sport adatto a tutti, senza controindicazioni e senza appesantimenti per il cuore.
Avendo provato personalmente questo metodo posso dirvi che migliora l'umore, sfoga i nervi, aiuta a smaltire lo stress e fa bene per un dimagrimento lento ma progressivo. Non ci credete? Bene. Vi racconto qualcosa che mi riguarda personalmente.
Da quando ho iniziato a praticare il fitwalking ho perso il fiatone nel fare le scale, ho acquisito forza muscolare nei polpacci, ho iniziato a praticare mountain bike in modo serio e costante, e, udite udite, ho iniziato a correre. Esatto, avete capito bene, dal fitwalking sono passato alla corsa.
Le gambe sono più forti, i muscoli rispondono in modo più immediato agli stimoli, il fiato è sempre meno corto, ... insomma, sono diventato un'altra persona.
Chi mi conosce da anni mi dice che mi trova meglio, più positivo e, soprattutto, più magro. Devo dire che è tutto vero. Quando ho deciso di iniziare il percorso salutare verso il dimagrimento ho preso in mano lo smartphone, sono andato sull'App Store, ho scaricato l'applicazione Strava e ho iniziato a camminare. Prima 15 minuti, poi 20, poi 30, poi 45 ed ora riesco a camminare anche 1 ora e mezza!
Per ottenere risultati visibili e significativi, comunque, posso dirvi che sono sufficienti 60 minuti al giorno (smezzabili anche in due sessioni da 30 minuti ciascuna) ad una velocità di marcia di circa 6km/h.
Non si riesce a mantenere i 6km/h durante il percorso? Nessun problema. Si allunga il percorso e si aumentano i minuti di attività. In questo modo, anche se non si ha una velocità congeniale, si compensa con un maggior chilometraggio e un maggior impiego temporale. L'attività fisica non dev'essere una costrizione ma un piacere che ci fa star bene!
Perché ho voluto scrivere questo post e dirvi queste cose? Perché io ne ho tratto beneficio e, ad oggi, ho perso 34,7 kg!
Non sono ancora arrivato. Il mio obiettivo è ancora distante. Devo ancora lavorare molto su me stesso ma, con orgoglio, posso dire di esser riuscito a fare molta strada e di aver ottenuto molti ed importanti risultati. Come ho fatto? Ho camminato!
Se hai trovato interessante questo scritto o se vuoi approfondire ulteriormente il tema del benessere personale non smettere di seguire questo Blog. Scriverò altre piccole briciole di esperienza personale ma, soprattutto, darò la parola ad esperti e consulenti del settore. Non perdere questa opportunità!
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